Come fa Facebook a sapere cosa mostrarmi?

Scoprite insieme a noi come Facebook decide cosa farci vedere.

Lo schema unidirezionale della comunicazione, finora utilizzato dai media “broadcast” cioè tv, radio e giornali prevedeva che l’emittente trasmettesse un messaggio al ricevente.

tv old studio imagina fb

radio old studio imagina

Non potendo però prevedere quante persone fossero i diretti interessati del messaggio, questa comunicazione veniva diffusa a tutti in maniera uguale sperando che il messaggio coinvolgesse le persone previste.
Cercava quindi di buttare la rete e pescare qualche pesce con la propria pubblicità.

Questi messaggi pubblicitari solitamente venivano trasmessi nella fascia oraria che potesse interessare il target del proprio messaggio, o collegata al pubblico dell’orario dei programmi che venivano trasmessi.
Per le pubblicità sui giornali invece il ragionamento era il medesimo, quindi cercare di pubblicare la propria pubblicità in giornali e riviste che solitamente venivano lette da persone in target con la loro comunicazione, ma nulla di più.

tv media studio imagina

A partire dagli anni 2000 questo modello è cambiato.

Chi prepara e crea i messaggi pubblicitari lavora e coinvolge l’utente attraverso l’utilizzo di altri canali come internet e i social network. Il “broadcast” non è ancora scomparso ma si pensa che in futuro dovrà cambiare per poter continuare a mantenere dei risultati.
La cosa che ha permesso a questi nuovi canali e a questo nuovo modello di avere così tanto successo in poco tempo è la possibilità di ottenere moltissime informazioni sul destinatario dei loro messaggi.
Ad esempio ora è possibile conoscere il proprio target nel dettaglio, sapendo età, provenienza, interessi, iterazioni, abitudini di acquisto, ricerche precedenti e tantissime altre informazioni che permettono di creare un messaggio più preciso e mirato, ottenendo maggior coinvolgimento e interesse da parte dell’utente e di conseguenza maggiori risultati.

Google e Facebook sono i principali artefici di questo nuovo modello e nuovo “mercato” attraverso le pubblicità online, definite campagne Pay Per Click (PPC).

Questo sistema permette di acquistare la pubblicità online. Vi chiederete, come viene quantificata?
Si quantifica attraverso i possibili risultati ottenibili, ma per risultati si intendono i click. Ogni click ha una tariffa unitaria che viene calcolata in base a quanti utenti cliccano al nostro annuncio pubblicitario, (click-through rate).

Se per sapere come fa Google a mostrarmi ciò che mi interessa, è molto semplice da intuire, in quanto ha a disposizione la cronologia delle nostre ricerche, ma per Facebook invece vi chiederete…

Come funziona il suo algoritmo?

facebook feed studio imagina

Facebook in realtà ha a disposizione tantissime informazioni su di noi, ad es. i nostri interessi, le pagine che ci piacciono, e soprattutto i dati del nostro account: nome, età, luogo in cui viviamo, amicizie, famigliari e il dispositivo da cui accediamo.
Altre informazioni più specifiche si trovano all’interno della Normativa sui dati e normativa sui Cookie di Facebook.
Questi dati sono molto preziosi per definire un target specifico, ma soprattutto per inserire il nostro profilo nei loro criteri di ricerca e proporci le pubblicità e le cose che maggiormente incontrano i nostri gusti e le nostre preferenze.

Ecco che la pubblicità anche per l’utente stesso sarà percepita come più interessante, con una maggiore probabilità di coinvolgere l’utente e portalo all’acquisto.

By |2018-09-24T10:00:08+00:00settembre 21st, 2018|Facebook, Marketing, News, Social|

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