Selfie Day, la giornata mondiale dedicata alla tipologia di scatto più famoso, scopri quando possono essere veramente utili

Sicuramente nella vita ti è capitato di farti un selfie, magari già anni fa, in gita con la scuola usando la macchinetta fotografica usa e getta.

Ora i selfie si fanno con lo smartphone, ed è possibile ritoccarli, applicare filtri e utilizzare stratagemmi e pose perfette per ottenere il risultato desiderato.

In molti li amano, ma altri li odiano, altri ancora li utilizzano come strumento di lavoro come i Fashion e travel blogger che fanno dei selfie e video-selfie il loro guadagno. Ma altri ancora ne sono dipendenti, rischiando di far diventare questa mania un vero e proprio disturbo mentale.

Ma per capire meglio questo fenomeno dobbiamo andare alle sue origini, senza rischiare di percepirlo solo come un’attività superficiale.
Se pensiamo ai primi selfie, possiamo immaginarli sotto forma di autoritratto pittorico e successivamente autoritratto fotografico.

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Lo scopo è sempre lo stesso nonostante le tecniche che si sono susseguite nel tempo, ed è quello di rappresentare se stessi, e far vedere agli altri come ci vediamo.

É la rappresentazione, non solo della nostra fisicità ma anche della propria identità, personalità e delle caratteristiche distintive. É il nuovo specchio virtuale.
Insomma il selfie è in grado di scatenare il narciso che è in noi!.

Siamo stati definiti la selfie generation, e numerosi marketer e ricercatori si sono interessati a questo fenomeno e alle conseguenze che ha sulla nostra persona e sulla nostra vita.

Come si è diffuso?

Il primo utilizzo del termine “selfie” risale al 2002, in Australia all’interno di un post di un form, successivamente si diffuse in altri form e nel 2004 vene utilizzato anche nel sito Flickr.  Dal 2012 la sua fama si diffonde nella lingua inglese e viene adottato come termine internazionale.
Nel 2013 il termine è stato definito dall’Oxford English Dictionary come:

«Una fotografia di sé stessi, tipicamente ripresa con uno smartphone o una webcam e caricata su un social network».

Nel novembre dello stesso anno il medesimo dizionario l’ha considerato “parola dell’anno”
Nell’ottobre del 2014, il vocabolario Zingarelli ha preso atto dell’ingresso del vocabolo nella lingua italiana.

Ma come possono essere utili i selfie?

BUSINESS

Alcuni brand l’anno capito immediatamente, che da questo strumento avrebbero potuto guadagnarci, sono stati infatti in grado di intuire che poteva essere un potente mezzo di coinvolgimento del consumatore, utilizzandolo così in pubblicità, marketing, campagne social, video, contest,…

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PROMOZIONE DI UN LUOGO O UN PRODOTTO

É stato utilizzato come mezzo per la promozione di siti turistici, musei, lancio di nuovi prodotti, manifestazioni, eventi.

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BENEFICENZA E TESTIMONIAL:
I NO PROFIT SELFIE

In questo caso i selfie hanno contribuito a raccogliere fondi per campagne sociali e di beneficenza, e dare un volto alle persone che attraverso uno scatto hanno deciso di impegnarsi per delle cause che avevano a cuore, come testimonial o promotori.

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DIAGNOSI MEDICHE

Quando un selfie può salvarti la vita! Ci sono stati casi in cui alcuni medici casualmente hanno notato particolari nelle foto scattate a persone, che hanno permesso di diagnosticare disturbi o malattie.

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Abbiamo visto come sono stati utilizzati i selfie in maniera intelligente e costruttiva, ma non dimentichiamoci che possono essere causa di distrazione e causare incidenti, o essere utilizzati come strumenti per immortalare azioni spericolate.
In questa giornata ricordiamoci di usarli per un giusto scopo!

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By |2018-08-03T11:56:41+00:00giugno 21st, 2018|Facebook, Instagram, Marketing, News, Social|

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